Class action, Altroconsumo: rinvio a gennaio 2021

Altroconsumo punta a far restituire all’azienda la metà di tre anni di abbonamento ai pendolari romani.

Il Coronavirus manda in soffitta la class action di Altroconsumo contro la concessionaria del trasporto pubblico romano Atac. Il tribunale di Roma ha infatti rinviato all’8 gennaio 2021 l’udienza che avrebbe dovuto decidere, una volta per tutte, l’ammissibilità dell’azione di classe.

Locandina class action Altroconsumo

Nell’estate del 2019 il tribunale aveva dichiarato inammissibile l’azione. Altroconsumo aveva presentato ricorso in appello, per il quale la sentenza era attesa nel gennaio 2020, poi rinviata al 10 aprile scorso ma, a causa dell’emergenza Coronavirus, è piovuto il terzo rinvio, stavolta al gennaio 2021

Nel frattempo il Parlamento ha anche approvato una riforma sulla class action, ancora al palo in attesa che il ministero della Giustizia approvi i decreti attuativi. La riforma, però, mantiene molti degli ostacoli ben noti alle associazioni dei consumatori. Tra questi: pubblicizzare l’azione di classe, quindi trovare la massa di consumatori da far aderire, spetta al ricorrente. “Nella maggior parte dei casi, invece, le società hanno tutti i dati dei propri clienti e sanno benissimo quali potrebbero aderire all’azione: la legge dovrebbe obbligare loro, non i ricorrenti, a questo compito, nel momento in cui un giudice dichiara ammissibile l’azione di classe” continua Tarantino. Uno spiraglio di luce c’è: nei decreti attuativi, infatti, c’è un piccolo margine di manovra, che potrebbe essere utilizzato per rendere più efficace una norma che in Italia ha sempre marciato con il freno a mano tirato.