Coronavirus: parrucchieri in catene protestano contro lo stop

I titolari di un negozio di parrucchiere si sono incatenati in segno di protesta contro le misure anti-contagio che – anche nell’ultimo Dpcm – impediscono la riapertura di queste attività commerciali. I titolari del salone Dolce Vita, in corso Milano a Padova, si sono legati ai polsi e al corpo una catenella di quelle usate per le delimitazioni nelle file, e hanno spiegato in una conferenza stampa improvvisata i motivi della protesta. “Non possiamo rimanere chiusi ancora – hanno detto Agostino Da Villi e Stefano Torresin – siamo pronti per aprire, rispetteremo le norme, ma non possiamo rimanere fermi”. 

Intanto la protesta monta anche sul web tra battute e considerazioni amare. “Solo un maschio poteva annunciare la  riapertura dei parrucchieri il primo giugno. Cioè un lunedì”, scrive qualcuno mentre altri fanno notare che dopo il 1 giugno c’è il 2 che è un festivo. Di fronte al proliferare di battute, foto di capelloni alla Cugini di Campagna e vignette, ieri l’hashtag #parrucchieri è finito ai primi posti nelle tendenze Twitter in Italia. C’è poi chi riporta la questione su un terreno dolorosamente concreto: “Voi scherzate ma i parrucchieri rischiano davvero di chiudere e molti di perdere il  lavoro. Non si può tenerli chiusi ancora per un mese”.