Fase 3: in Sardegna si va con l’autocertificazione. Scarica il modulo in PDF

Negli ultimi 21 giorni ha avuto la febbre con più di 37,5 gradi? Altri sintomi come tosse, stanchezza, mal di gola, mal di testa, dolori muscolari e/o articolari, congestione nasale, nausea, vomito, perdita di olfatto o gusto, congiuntivite, diarrea? Sono queste e altre le domande previste nel modulo di autocertificazione per coloro che arriveranno in Sardegna. Oltre a scaricare una App.

A stabilire la procedura è l’ordinanza notturna del presidente della Regione, Christian Solinas, nella quale si specifica che tale documentazione servirà solo a “monitorare gli ingressi e le permanenze su tutto il territorio regionale”. Così oltre a nome, cognome, residenza e numero di telefono, sono richiesti a chi intende andare in Sardegna una serie di “dati anamnestici” relativi alle ultime tre settimane. È richiesto anche di indicare eventuale esposizione a casi accertati di Covid-19, esposizione a casi sospetti, contatti con familiari di casi sospetti. Si chiede inoltre di segnalare conviventi con febbre o sintomi influenzali, contatti con febbre o sintomi influenzali e, da ultimo, se chi arriva nell’isola abbia effettuato viaggi negli ultimi 40 giorni.

Dunque, nessun passaporto sanitario come si era ipotizzato qualche settimana fa. Anche la polemica tra il governatore dell’isola e il sindaco di Milano Giuseppe Sala sembra placarsi. Quest’ultimo ha accennato un mea culpa verso ‘quel luogo tanto amato’: “Con la Sardegna sono stato ruvido. Non posso provare sentimenti negativi verso la Sardegna. Il mio ‘me ne ricorderò’, comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda”, ha scritto il primo cittadino del capoluogo lombardo.