Italiani cercano liquidità: tutti in coda al banco dei pegni

Le banche tardano a concedere i prestiti garantiti dallo Stato o chiedono troppi documenti il bonus da 600 euro per gli autonomi in tanti casi non è ancora arrivato sul conto corrente così come la cassa integrazione. In mancanza di liquidità, in piena Pandemia da Coronavirus una risposta veloce e semplice arriva dal banco dei pegni. Rimasti aperti perché rientranti nelle attività finanziarie ritenute essenziali dal Governo, gli sportelli del settore hanno registrato un aumento delle richieste, con code sin dalle prime ore del mattino in tante città. 

Ha raccontarlo e Rainer Steger, direttore generale di Affide, la più importante società di credito su pegno in Italia: “Al momento abbiamo notato la presenza di nuovi clienti e siamo consapevoli che nelle prossime settimane si possa registrare un incremento della clientela. Siamo consapevoli che in questa fase possa esserci esigenza di liquidità per i cittadini e per questo motivo è stata sospesa la messa in asta di tutte le polizze scadute e non rinnovate nel periodo compreso tra inizio gennaio 2020 e la fine di aprile 2020”. 

I tassi sono diversi, così come la durata che si può negoziare: si può scegliere una polizza da tre, sei o nove mesi, a fronte di un Tan del 7% annuale. La pratica è piuttosto veloce e nessuno fa domande sul lavoro attuale, debiti pregressi, insolvenze pendenti. Così in coda con gli ori di famiglia in mano non ci sono soltanto disoccupati di lunga data, ma anche imprenditori e liberi professionistiche il Covid ha lasciato senza entrate. E tanti sono anche gli italiani che avevano già impegnato tutto e vanno allo sportello per rinnovare il prestito, perché non hanno i soldi per riscattare quando depositato ma non ha ancora le risorse per farlo subito. 

Secondo le prime stime, le richieste potrebbero lievitare di almeno il 30% rispetto ai numeri pre Covid-19, comunque già alti: prima dell’emergenza erano, infatti, 124mila gli italiani che si rivolgevano ai banchi di pegno, per un giro di affari di 800-900 milioni di euro di affidamenti, per ottenere un prestito medio di mille euro.