Lockdown, studio della Statale di Milano:gatti infastiditi dai detersivi, ai cani sono mancati gli amici

Anche per gli animali domestici il rapido cambiamento di abitudini avvenuto durante il lockdown potrebbe avere avuto ricadute, ripercussioni, effetti. 

Federica Pirrone, etologa veterinaria dell’Università Statale di Milano: “stiamo valutando come la qualità della vita, cioè il benessere emotivo, sociale e fisico, delle persone e dei cani e gatti è cambiata, e continua a cambiare, col variare delle misure di isolamento sociale. Lo studio è in corso, quindi non disponiamo ancora di risultati preliminari. Possiamo, però, ipotizzare due possibili scenari: gli animali da compagnia potrebbero aver apprezzato la maggior presenza dei loro proprietari, oppure potrebbero aver fatto fatica ad adattarsi ad una maggior richiesta di interazione.”

“Il lockdown è stata un’esperienza pesante per noi, e questo può averci resi conviventi non sempre facili.”

“La rottura, improvvisa e protratta, degli schemi e delle abitudini può aver avuto conseguenze sul piano emotivo e comportamentale in entrambe le specie. I cani sono animali altamente sociali, che trovano forza e sicurezza nel gruppo, e quindi molti di loro hanno certamente tratto giovamento dall’opportunità di trascorrere molto più tempo in nostra compagnia. Altri, però, possono invece aver patito per la sensazione di affollamento e per la mancanza di spazi propri.”

“Va considerato che, oltre alla ridotta privacy in casa, si è notevolmente, e improvvisamente, ridotta anche la loro possibilità di uscire. La passeggiata, per lungo tempo, è stata sostituita da un rapido giro in prossimità dell’abitazione e questo ha causato, ad esempio, una riduzione delle interazioni sociali e delle occasioni di scaricare le energie fisiche e mentali. Insomma, i cani si sono trovati costretti in un ambiente meno stimolante. A pagarne di più le conseguenze sono stati forse i cuccioli e i soggetti giovani, in generale, che hanno perso la possibilità di fare esperienze sociali e ambientali nuove e varie, in un momento critico del loro sviluppo comportamentale, e questo potrebbe anche avere effetti a lungo termine.”

“Il gatto, inoltre, tollera ancora meno del cane le variazioni nell’ambiente in cui vive, quindi anche quello domestico, e molti di noi, costretti in casa, hanno approfittato di questo periodo per dar fondo alla propria creatività, cambiando la disposizione dei mobili o degli oggetti, e quindi alterando l’aspetto della casa. Altri, si sono dedicati a pulizie e manutenzioni straordinarie, che possono aver disturbato la tranquillità dei gatti.”

“Per non parlare dell’utilizzo molto maggiore, rispetto al solito,che tuttiabbiamo fatto di prodotti detergenti e disinfettanti, spesso dall’odore pungente, a cui è noto che i gatti sono estremamente sensibili. Tuttavia, non tutti gli animali sono uguali, e per questo nel nostro studio teniamo conto anche delle differenze individuali, raccogliendo informazioni, ad esempio, sulla personalità.”

Intervista completa su www.tgcom24.it